Introduzione a

“La Natura che (ri)connette”

Dai 12 principi della Permacultura alla progettazione della propria vita.

Data e orario:

Dalle 10:00 di Sabato 7 alle 18:00 di Domenica 8 settembre 2019

Dove: a Spezzola di Vergato (BO), un piccolo borgo sulle colline bolognesi

Condotto da: Giovanni Santandrea, Silvia Neri, Massimo Giorgini

Per Informazioni: Telefono o WhatsApp a 335 39 52 27 (Massimo) 339 45 46 813 (Silvia)  347 45 41 319 (Giovanni)

Il nome di questo progetto mette in collegamento, contaminandole, le idee e le parole chiave presenti in autorevoli lavori in cui noi, del team dell’Albero della Vita, ci riconosciamo. 

Il primo riferimento scientifico e filosofico a cui ci siamo ispirati è il concetto di “Struttura che connette” di Gregory Bateson.  Bateson è stato uno dei fondatori del pensiero sistemico, che dopo aver fatto studi e ricerche in diverse discipline (zoologia, antropologia, biologia, psicologia, logica, cibernetica), riconobbe una struttura (pattern) che accomuna e connette tutti gli esseri viventi e si esprime attraverso l’evoluzione, la comunicazione, lo sviluppo degli esseri viventi.   Una struttura che è possibile percepire compiutamente soltanto aggiungendo all’analisi della scienza quantitativa, l’osservazione delle relazioni ed il riconoscimento estetico delle forme, dei ritmi, della bellezza. Ci appassiona e ci ispira profondamente questa sua visione sistemica, che integra corpo e mente in un unico processo e che restituisce valore al sogno, alla poesia, all’arte, alla metafora, come metodi per cogliere la qualità e l’essenza della struttura che ci connette alla natura nel suo insieme. 

Il secondo riferimento ideale a cui ci siamo ispirati è quello dei 12 principi che si trovano alla base della Permacultura definita nelle sue basi teoriche dai suoi padri fondatori: Mollison e Holmgren

La permacultura è un modello di progettazione e organizzazione di attività agricole, ma che poi ha trovato estensione e ricadute in ambito personale e sociale, che vuole sviluppare un sistema ecologico permanente, nella massima efficienza (senza sprechi) per l’uomo, gli esseri viventi e l’ambiente. Il concetto di permacultura nasce prima come agricoltura permanente e poi come cultura permanente in un ambiente. I 12 principi definiscono gli elementi chiave per una corretta progettazione secondo la visione della permacultura. I 12 principi trovano la loro base in quelle che i permacultori chiamano le 3 etiche:

  • Cura della terra
  • Cura delle persone
  • Limitare il nostro consumo alle nostre necessità per condividere in maniera equa e solidale le risorse della terra.

Il terzo importante punto di riferimento è il testo “People & permaculture” di Looby McNamara che contiene una rielaborazione dei 12 principi di permacultura orientandoli in modo particolare verso gli aspetti personali e sociali.

Le cornici di riferimento teorico che emergono dal pensiero di Bateson, Holmgren, Mollison e McNamara rappresentano alcune mappe possibili con cui affrontare la navigazione della nostra vita nella doppia valenza: esterna/pratica, e analogamente nel mondo interno/profondo della nostra anima e della crescita personale.

Ma le mappe non sono il territorio, sono solo una sua rappresentazione utilissima, ma approssimativa e limitata. Quindi è implicita, nell’idea stessa di mappa, la possibilità di collegarle, contaminarle, rigenerarle, trasformarle, integrarle con le idee contenute in altre mappe.

E anche noi, nei nostri viaggi interiori ed esteriori, abbiamo attinto anche ad altre fonti a cui siamo profondamente legati. Il titolo stesso del progetto che proponiamo fa riecheggiare il pensiero e il lavoro di una importante eco-filosofa contemporanea, Joanna Macy, che propone Il lavoro che riconnette (“The work that reconnects”), nel quale si affrontano i temi legati all’ecologia profonda, e alle trasformazioni da una società di crescita industriale a quella che considera una civiltà più sostenibile. Nel lavoro della Macy si affrontano questioni psicologiche e spirituali, pensiero buddista e scienza contemporanea, per cominciare a comprendere il nostro potere di cambiare e guarire. 

Questa è la rete di connessioni di tipo teorico in cui ci siamo mossi. Non abbiamo quindi inventato quasi nulla. Ma attraverso un bellissimo lavoro di condivisione fatto tra noi, abbiamo utilizzato tutti questi ingredienti, come se fossero una ricetta di cucina, per creare questa esperienza che vogliamo proporvi come piatto originale, finito e fumante, che aspetta solo di essere servito in tavola.

Già perché anche il miglior piatto di cucina perde il suo senso se non è servito ai commensali che possono gustarlo e apprezzarlo. Il valore delle idee e della rappresentazione della realtà contenute nelle mappe alla fine possono manifestarsi soltanto se diventano energia vitale di evoluzione per le persone che, utilizzandole in modalità esperienziale, danno loro corpo e vita.

Quota di partecipazione:

  • La quota di partecipazione è di 170 Euro
    Più la quota associativa annuale di 10 Euro.
    Nella quota sono compresi il workshop, i pasti (cena, colazione e 2 pranzi), una notte nella struttura ospitante. Verranno serviti cibi vegetariani.

Modalità di iscrizione:

  • Comunicare via modulo qui sotto o telefonicamente i propri riferimenti (Nome, Cognome, Telefono, Email)
  • Effettuare un bonifico di 80 € come caparra confirmatoria sul conto corrente dell’Associazione Culturale Albero della Vita IBAN IT80I0707202409000000411985 con causal,e “Nome Cognome La natura che riconnette”. Solo in caso di annullamento del laboratorio, dovuto al non raggiungimento del numero minimo di partecipanti, si procederà alla restituzione della caparra.
  • Numero minimo di partecipanti 12, numero massimo 20
  • Effettuare iscrizione entro il 31 agosto 2019

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